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10 Buoni motivi per venire a Perugia, il quarto: Sport e Avventura!

Sport e avventura in Umbria: fiumi, laghi e mille attività per chi non riesce a stare mai fermo

Ti piacciono le sfide? Cerchi l’adrenalina di un volo libero in deltaplano o l’emozione di un gommone lungo il Nera? Preferisci il suono degli zoccoli di un cavallo in un incomparabile paesaggio o domare il vento con una vela? Umbria, una cascata di divertimenti.

BIKE

In Bici sulle strade dell’Umbria

L’Umbria offre numerose opportunità agli amanti della bici da corsa, grazie alle sue strade poco trafficate e a una straordinaria varietà di paesaggi

Gli itinerari che ti proponiamo in questa sezione si sviluppano su strade asfaltate, ma sempre immerse nella  natura e lontano dal traffico e costituiscono un modo  ideale per conoscere l’Umbria in profondità, scoprire i  colori, i profumi e le emozioni che si nascondono ad ogni  angolo, le tradizioni autentiche custodite nella memoria  della gente.

La varietà del territorio umbro ci ha permesso
di  individuare percorsi di diversa difficoltà, suddivisi in facili,  medi e impegnativi in base al profilo altimetrico e al  chilometraggio. Se sei un principiante puoi pedalare lungo le rive del Lago  Trasimeno o sulla facile e pianeggiante pista ciclabile  Assisi-Spoleto. Se sei un ciclista di medio livello, le  morbide colline della nostra regione, ricoperte di viti e  ulivi e dominate da borghi e castelli, soddisferanno le tue  esigenze, mentre le salite più lunghe ed i valichi  appenninici saranno la palestra ideale anche per te che sei un ciclista più evoluto e per gli agonisti.L’Umbria, “Cuore verde d’Italia”, è un luogo ancora autentico e genuino, la bici rappresenta il modo migliore per scoprirlo…

IN BICI SULLE COLLINE TRA IL LAGO TRASIMENO E LA TOSCANA

Difficoltà: facile – Dislivello 400 mt  – Distanza: 34 km –  Fondo stradale: Asfaltato

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Il percorso non presenta asperità di rilievo e per questo può essere considerato facile, anche se è caratterizzato da una lunga serie di saliscendi nella parte centrale, quella che offre anche gli scorci naturalistici più belli.

Il chilometraggio totale è di 34 chilometri, con un dislivello di 400 metri. La prima parte del percorso sale leggermente fino a Casamaggiore, da dove affronti una serie di saliscendi che conducono a Gioiella, Vaiano e Villastrada, percorrendo la Strada del Vino dei Colli del Trasimeno.

Questo tratto, completamente privo di traffico, si snoda tra vigneti e prati verdi, e offre bellissimi panorami sul lago Trasimeno, il Lago di Chiusi e la campagna Toscana.

Le strade sono quasi tutte a basso traffico veicolare, ad esclusione dei due chilometri di SS71 che si percorrono poco prima di tornare a Castiglione del Lago, quindi adatte anche ai principianti

 

IN BICI ALLA CASCATA DELLE MARMORE E PIEDILUCO

Difficoltà: facile – Dislivello 150mt  – Distanza: 20 km –  Fondo stradale: Asfaltato

Questo itinerario, particolarmente facile sia per il chilometraggio che per l’altimetria, si distingue soprattutto per le bellezze paesaggistiche che lo contraddistinguono, come il fiume Velino, il lagItaly, Umbria, Terni district, Piediluco lake, Travel Destination, .o di Piediluco e l’imperiosa Cascata delle Marmor , tra le più alte d’Europa con un dislivello complessivo di ben 165 metri, suddiviso in tre salti.

Insomma, un percorso facile e piacevolmente immerso nel verde della natura umbra, adatto sia se sei esperto e vuoi goderti questi suggestivi panorami in tranquillità, sia se sei principiante.

L’itinerario parte dal Parco i Campacci, a Marmore, proprio vicino al belvedere sulle Cascate. Da qui prendi a sinistra in direzione di Piediluco, pedalando in pianura lungo il corso del fiume Velino, e in poco più di cinque chilometri arrivi a Pidiluco, proprio sulle rive del lago, da dove puoi godere anche una splendida vista sul Terminillo.

Da qui prosegui verso Colli sul Velino e, sempre su strade poco trafficate e immerse nel verde, concludi il giro del lago. Torni quindi a Marmore dopo 20 chilometri quasi completamente pianeggianti.

RAFTING

Se ami l’avventura più selvaggia e sei affascinato dalla forza dei fiumi, il rafting è lo sport che fa per te. A bordo di un gommone e guidato da esperti scopri i percorsi dei fiumi in Umbria.

L’acqua e l’avventura sono i tuoi elementi naturali? La forza del fiume ti affascina? Se sì, sicuramente il rafting è lo sport che fa al caso tuo.

Scendi lungo il fiume a bordo di un canotto, in compagnia di amici oppure di sconosciuti e assapora il brivido della caduta in acqua. Degli esperti ti forniranno la giusta attrezzatura protettiva e ti daranno le linee guida per vivere al massimo ed in sicurezza la tua esperienza.

Scandisci il tempo e i movimenti tuoi e dei tuoi compagni d’avventura lungo il corso del fiume che tenta di travolgerti. Rafting significa infatti rischio, divertimento e accessibilità. Infatti, questo è uno sport per tutti: non c’è bisogno di una particolare preparazione atletica, basta saper nuotare, amare l’avventura e aver voglia di vedere bellissimi posti.

Rafting nel Parco fluviale del Nera, tra i comuni di Ferentillo ed Arrone

Il Rafting nel Fiume Nera ti da’ l’adrenalina di cui hai bisogno, unita alla bellezza della parte più selvaggia dell’Umbriacascata_marmore_rafting_kayak

Hai voglia di uno sport estremo e adatto a tutti? L’unico requisito fondamentale per il rafting è saper nuotare.  E poi basta portare con sé dell’abbigliamento sportivo e una buona dose di coraggio, dopodiché non ti resta che dirigerti nella Valnerina ternana, tra i comuni di Ferentillo e Arrone. In questa zona il fiume Nera offre delle fantastiche discese adatte al rafting. Dopo una lezione teorica, indossa la tuta, il salvagente e il casco, e sali a bordo del raft, alla ricerca di forti emozioni e paesaggi spettacolari.

Scandisci il ritmo e i movimenti del tuo gruppo: la scarica adrenalinica sarà forte nel momento in cui ti trovi a guadare il fiume e soprattutto quando ti sembra di cadere in acqua a causa delle forza del fiume. È questo l’emozione del rafting.

L’esperienza del rafting dura giusto un paio d’ore. Quindi nel tempo rimanente puoi visitare il borgo di Arrone oppure il paese di Ferentillo.

Arrone è un piccolo centro fortificato che sorge su un colle roccioso alla sinistra del fiume Nera, al confine con il territorio della provincia di Rieti. Incamminati verso la parte più alta del borgo che ha conservato quasi intatte le mura medievali.

Ferentillo è un piccolo centro della Valnerina ternana adagiato lungo una gola sovrastata da due rocche, dove notoriamente si pratica l’arrampicata sportiva. Se sei un appassionato anche di questo sport, approfittane per salire lungo una delle centinaia di vie gradate presenti sulle montagne. Se invece preferisci qualcosa di più tranquillo, visita una delle abbazie più belle dell’Umbria: l’Abbazia di San Pietro in Valle. L’abbazia è di proprietà privata e adibita a residenza d’epoca, ma puoi comunque visitare la chiesa che conserva le tracce di due stili differenti: il primo nucleo infatti è di età longobarda, ma fu portato a termine in periodo romanico, nel XII secolo. Se alle abbazie preferisci le cripte, non perdere quella della Chiesa di Santo Stefano, dove si trova il Museo delle Mummie. Qui trovi dei corpi mummificati praticamente intatti. Le componenti chimiche del terreno hanno essiccato ogni cellula dei corpi, facendo in modo che il passare del tempo non ne deteriorasse la struttura.

Rafting Lungo il corso dei fiumi Corno e Nera, tra il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e la Cascata delle Marmore

Un’esperienza unica lungo i fiumi Corno e Nera: il rafting in Umbria

Vuoi passare un paio d’ore a bordo di un raft e scendere lungo un fiume immerso nella natura? Il fiume Corno e il fiume Nera, offrono diversi punti in cui praticare il rafting a cavallo tra il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e la Cascata delle Marmore. Il rafting è uno sport adrenalinico e avventuroso, ma che possono fare tutti, anche chi è alle prime armi, basta saper nuotare.

Il fiume Corno è un corso d’acqua naturale, affluente del fiume Nera, amato dagli appassionati di sport che coinvolgono l’acqua perché passa da luoghi dalla natura lussureggiante e incontaminata. Raggiungi Serravalle di Norcia, in Valnerina. Da lì partono dei percorsi guidati da esperti per provare l’ebbrezza di accompagnare il fiume nella sua discesa. Se la temperatura lo consente, ci sono dei punti in cui puoi fare il bagno approfittando della spumeggiante caduta del fiume! Qui, il vicinissimo Parco Nazionale dei Monti Sibillini ti consente di proseguire la tua giornata con un’escursione a piedi nella natura montana oppure, se ti piacciono gli animali, puoi visitare il centro faunistico del cervo e quello del camoscio.

Se hai voglia diRAFTING2 mangiare qualcosa assaggia il pecorino prodotto in questa zona in cui l’ovinocultura è ancora un’attività importantissima. Il fiume Velino e Nera si incontrano invece nella celebre Cascata delle Marmore, una delle più alte d’Europa. Approfitta di questa portentosa confluenza e dirigiti alla base della cascata dove c’è un centro attrezzato per il rafting. Il fiume Nera in questo punto è particolarmente portentoso, ma sicuramente non ti spaventa, anzi aumenta l’adrenalina e il piacere della discesa. Quindi, sali sul tuo raft, da solo o in compagnia, e asseconda i movimenti della tua guida; ti sembrerà di guadare il fiume, immerso in uno scenario che conserva una bellezza quasi primordiale. Appena finito il giro in raft dirigiti all’interno del parco in cui puoi vedere la Cascata delle Marmore dall’alto: la cascata è artificiale, ma rappresenta una delle più importanti opere d’ingegneria rimaste dall’epoca romana. Un posto così suggestivo che ha impressionato anche Lord Byron che, rapito dallo spettacolo visivo dei suoi scenari, ha definito la cascata “orribilmente bella”.

TREKKING

Lande naturali incantevoli, montagne innevate, verdi colline: questo quanto puoi aspettarti da un’esperienza di trekking in Umbria.

Zaino in spalla, scarpe comode e una macchina fotografica. Non ti serve nient’altro  per approfittare di una di queste proposte dedicate all’escursionismo e al trekking.
L’Umbria è la terra ideale dove fare delle appaganti passeggiate nella natura e respirare tanta aria pulita. L’alternanza di montagne e pianure rende questa regione un luogo dai paesaggi incantati e dai colori bellissimi e sempre diversi a seconda della stagione in cui la si visita. Camminare in Umbria significa questo, stare a contatto con la natura, ma anche avere la possibilità di visitare pievi, abbazie, borghi, vicoli e quant’altro. Le proposte sono diversificate e accontentano sia chi vuole fare una passeggiata sia gli esperti: trekking urbano, itinerari escursionistici in montagna, oppure passeggiate di media intensità per vivere al meglio attrazioni naturalistiche come la Cascata delle Marmore.Scegli l’attività che fa per te e ricorda che camminare fa bene al fisico e allo spirito, ma è anche un’ottima occasione per stringere nuove amicizie.

La Cascata delle Marmore e i suoi cinque percorsi a piedi

I cinque sentieri delle Cascate delle Marmore: dove l’acqua mostra la sua poderosa forza.

La cascata delle Marmore: tra le più alte d’Europa, è stata costruita dai romani nel 271 a.C. per bonificare un’area paludosa nelle vicinanza del Fiume Nera. Un’opera d’ingegneria romana che è diventata una delle attrazioni naturalistiche più spettacolari dell’Umbria.

La cascata delle Marmore offre cinque percorsi a piedi per vedere i salti da più prospettive e per godere a pieno della bellezza naturalistica del parco.

Il sentiero n.1 parte dal Centro direzionale didattico del Giardino Botanico che si trova nell’area escursionistica del Belvedere inferiore.  Un piazzale è stato dedicato ad uno dei visitatori illustri delle Cascate delle Marmore, Lord Byron, che ha dedicato alcuni versi alle emozioni suscitate dal paesaggio. Imbocca il sentiero che ti conduce fino al Belvedere superiore. Il percorso è molto impegnativo, ed è l’unico che porta nella parte superiore delle cascate. Dopo circa quaranta minuti di camminata arrivi, infatti, al Belvedere superiore dove attraverso “la specola”, una torretta fatta costruire da papa Pio VI nel 1786, puoi ammirare il primo salto della cascata. Uscito dalla specola, passa sopra al Cavo Curiano, attraverso un ponte di ferro.

Il sentiero n.2 è facile e breve, ma ti consente di arrivare a stretto contatto con la cascata: il fragore delle acque e la natura incontaminata lo rendono uno dei più emozionanti. Al punto di partenza, sempre il Centro didattico, puoi vedere una delle trecento grotte naturali presenti nel parco. Sali le scalette di legno ed arrivi vicinissimo alle correnti d’acqua fino quasi a toccare il secondo salto della cascata. Attento a non bagnarti!

Il terzo sentiero è il luogo ideale per guardare i canyon scavati nella roccia dalle acque del fiume Nera. Arriva fino al terrazzo panoramico finale: da lì puoi vedere la confluenza tra il fiume Velino e il fiume Nera.

Il sentiero n.4, o sentiero di Pennarossa, è il percorso turistico per eccellenza; la maggior parte delle foto del luogo, che sicuramente avrai visto, sono state scattate dal belvedere lungo questo sentiero. Percorri questo itinerario e affacciati dal belvedere, sarà suggestiva la vista di tre salti della cascata.

Percorri il quinto sentiero, guarda i panorami della conca ternana e della valle del Fiume Nera che giunge fino alle gole di Ferentillo. Lungo il percorso, affacciati a guardare uno dei pozzi artificiali, quello coperto da un vetro trasparente: la sua profondità ti lascerà a bocca aperta.

Se visiti le cascate nel periodo natalizio, sarai sorpreso dal presepe vivente ambientato all’interno della cascata

 

Escursioni in Valnerina: il grande anello del Monte Meraviglia

Un escursione a piedi tra i tipici casali umbri e il verde del Monte Meraviglia per gli amanti del trekking

Indossa un paio di scarpe comode e porta con te uno zaino con una macchina fotografica, un po’ d’acqua e qualcosa da mangiare, come ad esempio, un gustoso panino con  prodotti di norcineria. Sei pronto per iniziare la tua escursione inValnerina, seguendo il percorso del grande anello del Monte Meraviglia: un percorso ai piedi del monte più amato dai casciani, tra antichi casali rurali e boschi ombrosi.

trekking-valnerinaIl percorso parte da Onelli, nei pressi di Cascia. Intraprendi la strada asfaltata che conduce a Cascia e dopo circa 2,3 km imbocca la stradina che va a sinistra per Località Casali Sant’Antonio. In questa zona, in primavera, ti accompagnano colori perfetti che sembrano frutto della tavolozza da pittore. Sali leggermente e segui l’indicazione per l’agriturismo. Superata la fonte sulla sinistra, raggiungi una biforcazione: scegli la strada a sinistra, quella sterrata e impegnativa. Non temere la ripidità della strada, bastano solo un po’ di fiato e di resistenza in più per affrontarla. È la parte più impegnativa del tuo cammino, ma ne vale sicuramente la pena considerando la bellezza del percorso. Non perdere mai di vista il tracciato lungo la strada che ti conduce ad un gabbiotto in cemento dell’acquedotto. Giunto a questo punto, gira a sinistra in direzione Casale Costabella. Procedi quindi per trecento metri e imbocca il bivio che, in falsopiano, va verso destra. Lungo questo tratto, alla tua destra e alla tua sinistra puoi trovare dei bellissimi esempi di casa rurale della Valnerina, con il fienile e l’abitazione al primo piano e la stalla al piano terra.

Dopo circa 3 km di cammino, raggiungi un bivio dove sulla destra vedrai Casale Tetella, una struttura di recente ristrutturazione. Ma il tuo percorso segue verso sinistra, in salita: camminando sul sentiero tracciato, dopo circa 2 km, sei al bivio di Onelli, gira a destra e vai verso la Chiesa di San Sisto il nostro punto di partenza. Visita la chiesa, un edificio del ‘300 a cui è stato addossato un portico rinascimentale di cui sono state successivamente chiuse le arcate. Nella pace più assoluta guarda l’esterno della chiesa, completamente immersa nel verde del Monte Meraviglia.

Trekking da Spoleto a Monteluco

Un percorso da Spoleto a Monteluco, lungo “la corta” alla scoperta della zona degli eremi

Un luogo conosciuto per essere sacro, dove i santi umbri hanno trascorso ore di preghiera e di raccoglimento, ma anche un posto in cui lasciarti cullare dalle verdi distese di alberi e dove seguire sentieri adatti per il trekking: ti conduciamo da Spoleto a Monteluco lungo “la corta”, un suggestivo sentiero che attraversa il bosco spoletino.

th_88R26606_800x530Il cammino dura circa un’ora quindi dotati di scarpe comode e dirigiti al Fortilizio dei Mulini dove inizia il sentiero CAI n.1. La strada ti farà risalire  lungo il ripido versante nord-occidentale, attraverso un bosco di leccio di grande valore scientifico, storico e paesaggistico, tanto che la Lex Spoletina conteneva severe leggi per la protezione della zona. Il nome stesso (“lucus” in latino significa “bosco sacro”) testimonia l’altissimo valore che la zona di Monteluco ha sempre avuto nel corso della storia.

Se sei un appassionato di ornitologia, passeggiare lungo “la corta” ti consentirà di vedere esemplari di picchio verde, picchio rosso maggiore, rampichino e picchio muratore. Proseguendo lungo il sentiero, raggiungi subito la zona degli eremi, rifugi che gli anacoreti hanno utilizzato a partire dal V secolo e  che oggi sono generalmente inclusi in proprietà private. Tra quelli più facilmente rintracciabili, ti segnaliamo l’eremo di San Paolo Protoeremita, nell’Ottocento proprietà della famiglia Marignoli, cui si deve la costruzione della chiesa di San Francesco d’Assisi.

L’eremo delle Grazie, invece, è attualmente una residenza d’epoca, ma nel XVI secolo acquisì importanza quando, partiti i Benedettini, divenne il luogo di riunione dei romiti e residenza del priore della congregazione. Al numero 8 trovi l’eremo di San Michele Arcangelo che conserva   tre profonde grotte, una delle quali fu adattata ad oratorio.

Supera quindi gli eremi e attraversa la strada provinciale per imboccare nuovamente il sentiero che conduce alla sommità del monte: ti ritroverai a costeggiare il Convento di san Francesco, fondato, secondo la tradizione, dal Santo di Assisi nel 1218. Vicino al convento scorgerai un muro di pietra che racchiude il Bosco Sacro: varcando l’ingresso troverai subito una copia della Lex Spoletina il cui originale è conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Spoleto. Lasciati rilassare dalla serenità che aleggia nel bosco e giungi fino al Belvedere; qui vi sono alcuni romitori il cui nome ricorda i santi che probabilmente vi sostarono in preghiera.

Una volta terminata la passeggiata torna a Spoleto  e approfitta per visitarne il bellissimo centro storico; per completare la tua esperienza con una tappa enogastronomica, assaggia la Crescionda un dolce buonissimo a base di amaretti e cioccolato.

ARRAMPICATA

Arrampicata: a Ferentillo una delle rocce più amata dai free climbers. Le vie percorribili sono adatte ad esperti e non. Mettiti alla prova e percorri una delle centinaia di vie già gradate.

arrampicataLe pareti rocciose umbre offrono a scalatori professionisti o amatoriali un ambiente ideale per praticare il loro sport preferito. Le pareti rocciose sono numerose, molte delle quali dotate di attrezzatura tecnica. In Umbria incontri circa 250 percorsi di arrampicata disposti nei pressi di Perugia, a Ferentillo, sul Monte Tezio, a Pale di Foligno, sul monte Vettore nei pressi di Norcia e all’interno del parco nazionale dei Monti Sibillini. Indossa dei pantaloni lunghi e comodi, scarpe da ginnastica o da trekking, porta con te imbracatura e caschetto e dirigiti sulle pareti rocciose più belle della regione. Sceglila secondo il grado di difficoltà delle vie oppure a seconda della zona che vuoi visitare:

l’adrenalina e il brivido tipici di questo sport e che te lo fanno amare, si uniscono, in Umbria, alla bellezza dei paesaggi che ritrovi intorno a te durante la scalata

Arrampicata a Ferentillo

La Falesia di Ferentillo è una dei posti più conosciuti d’Europa per l’arrampicata sportiva per le sue suggestive vie.

C’è chi passa le proprie giornate libere passeggiando tranquillamente in riva al lago e chi preferisce assaporare l’adrenalina di una scalata lungo la roccia: quest’ultimo è il caso dei free climbers.

Roccia, acqua, terra: sono i tre elementi che si fondono insieme, plasmando le forme, il paesaggio e la natura che diventano protagonisti di questa terra. Una montagna dal paesaggio unico e irripetibile.

A tal proposito, la montagna di Ferentillo offre una vastità di vie per la scalata dai gradi adatti sia agli scalatori con meno esperienza, sia agli scalatori più esperti.

Arrampicando-con-Zazzà-Photo-courtesy-Ass.-S.-ZavkaLa Falesia di Ferentillo è immersa nella Valnerina, a due passi dal centro del paese, e non distante dalla Cascata delle Marmore, una cascata artificiale costruita dai Romani nel III secolo a.C., tra le più alte d’Europa. Una visita al parco delle Cascate delle Marmore è una tappa obbligata se vi trovate nella zona della Valnerina.

La Falesia gode di centinaia di vie aperte, in cui scalatori esperti e meno esperti si cimentano in qualsiasi stagione, circondati da uno scenario naturale mozzafiato. La guida con tutte le vie aggiornate è disponibile nei negozi specializzati.

La Falesia è una delle zone più frequentate d’Italia per l’arrampicata sportiva, anche per l’attrezzatura su roccia sempre aggiornata e di ultima generazione.

L’arrampicata sul Ferentillo è quanto di più suggestivo un free climber possa desiderare: man mano che si sale, si gode di una vista della Valnerina sempre più emozionante. Pensa che è l’unico punto da cui la valle si può ammirare interamente, nella sua piena e incontaminata bellezza.

Dopo la scalata recupera le energie, mangiando la “Barbazza con la salvia”, un piatto gustoso fatto con la guancia del maiale; puoi continuare la tua giornata visitando la Chiesa di Santo Stefano dove si trova il Museo delle Mummie di Ferentillo. Nella cripta puoi vedere dei corpi naturalmente mummificati dalle componenti chimiche del terreno che hanno essiccato completamente le cellule umane.

Arrampicata a Pale di Foligno

Arrampicata a Pale di Foligno: vie adatte a tutti i climbers e paesaggi incantevoli

La roccia: un elemento ostile a tanti, ma il migliore amico di ogni climbers. Ti proponiamo si scoprire Pale di Foligno, una delle pareti più amate dai climbers umbri e non solo

La falesia di Pale è molto grande e ha un gran numero di vie gradate adatte sia a scalatori esperti che a scalatori alla prime armi.

A pochi chilometri da Foligno sorge il borgo medievale di Pale. Vai in paese e lascia la tua auto lì, puoi raggiungere la falesia con una passeggiata di massimo 10 minuti. Le 157 pareti attrezzate si trovano lungo il sentiero che dal paese conduce all’eremo di Santa Maria Giacobbe che si trova sulla cima del Monte Pale. Il primo settore, “l’Uccellessa” è il più comodo da raggiungere e ha il maggior numero di vie adatte all’arrampicata di difficoltà medio-bassa. Man mano che sali, lungo la strada, trovi le vie d’arrampicata più difficili. Se sei uno scalatore esperto, raggiungi i settori che si trovano nella parte alta e inizia la salita lungo la via: mano a mano che sali sarà sempre più nitida la vista del Santuario di Santa Maria Giacobbe; se vuoi vedere questo posto quasi incantato, famoso perché completamente scavato nella roccia, puoi anche seguire un sentiero escursionistico che, con un po’ di camminata in salita, ti conduce fino in cima. Se scalando, invece, riesci a guardare in basso vedrai un paesaggio bellissimo: la grande valle in cui scorre il fiume Topino.

Se invece le salite a piedi non sono il tuo forte, scendi più a valle, e dopo dieci minuti di camminata arrivi nelle prossimità del fiume Menotre che crea delle piccole cascate.

Ti consigliamo di scegliere questa falesia in qualsiasi periodo dell’anno escluso che nei mesi più caldi perché, essendo esposta a sud, è molto calda e soleggiata.

Al termine della tua escursione sei sicuramente affamato: non perdere l’occasione per assaggiare l’agnello al tartufo nero, un piatto buonissimo a Foligno.

SPELEOLOGIA

snimio: Damir Rajle /La Speleologia in Umbria: un incontro ravvicinato con la terra ed i suoi segreti più intimi. Raggiungi le grotte sotterranee per scoprire la natura allo stato più brado.

Il sottosuolo nasconde spesso dei tesori naturali che si possono scoprire solo con un po’ di coraggio; la ricerca di queste meraviglie è l’obiettivo degli speleologi. Con l’aiuto di corde ed imbracature, alla scoperta dell’affascinante mondo nascosto del sottosuolo, a pochi passi da aree intensamente abitate.

Il territorio umbro è un territorio molto antico e caratterizzato da una natura spesso incontaminata, dove non mancano le grotte da esplorare. Se il buio non ti fa paura, prova a percorrere le bellissime grotte del Monte Cucco, oppure le grotte della Risorgenza Solenne in località Le Cese di Spoleto o le grotte della Cascata delle Marmore. Le possibilità in Umbria sono tantissime, molte delle quali alla portata di tutti!

Le Grotte del Monte Cucco

Un viaggio che ti conduce nel ventre della montagna: le grotte del Monte Cucco

L’acqua che scava lentamente la roccia, gli odori della profondità della montagna, immagini e figure create dalle formazioni calcaree interne: tutto ciò è il risultato sensoriale che hai all’interno delle grotte del Monte Cucco.

Le grotte sono un posto che devi visitare se ti trovi a Gubbio o dintorni ed è sì adatta a speleologi esperti, ma ci sono anche molti percorsi per chi, semplicemente, vuole fare un’escursione. Il sistema ipogeo è uno dei più interessanti e viene studiato in continuazione per la sua geologia e per la sua particolare flora e fauna.

Vai a Sigillo, a pochi chilometri da Gubbio, e inizia il tuo viaggio nelle viscere del Monte Cucco. Pensa che arriverai ad una profondità di circa 900 metri: un percorso tra stalattiti, stalagmiti, gallerie, labirinti e cunicoli. Le sfumature della natura ti accompagnano in silenzio nel ventre del monte. I giochi di luce disegnano sulle pareti delle forme oniriche in un eccezionale susseguirsi di pareti, caverne, canali, laghetti: un mondo fiabesco creato dall’incessante opera della natura.

Dall’accesso princicosa-significa-sognare-una-grotta-2pale, superato un pozzo profondo 27 m, raggiungi i grandi saloni a ciascuno dei quali è stato assegnato un nome evocativo dell’immagine che esso comunica: la Cattedrale, la Sala Margherit
a, il giardino di Pietra, la Sala del Becco, la Sala delle Fontane, la Sala Simonetti, le Condotte Terminali, la Sala Terminale tramite la quale ci si collega all’accesso di Pian delle Macinare.

Ogni cavità è un susseguirsi di formazioni stalattitiche e stalagmitiche di grande effetto. Inoltre, tra le tante formazioni fantastiche, si aprono piccoli laghi e scorrono rivoli d’acqua. Da queste sale principali partono una serie di cunicoli, corridoi e diramazioni che si aprono su altrettanti ambienti. Dalla Sala Margherita si raggiunge, ad esempio, un ramo ascendente molto interessante, la Galleria delle Ossa, che nella sala terminale (sala dei Faraoni), presenta il pavimento coperto di ossa di animali vissuti oltre 20000 anni fa durante l’ultima glaciazione: rinoceronti, orsi, stambecchi, martore, cervi, buoi.

Escursione speleologica alla Risorgenza Solenne, Le Cese di Spoleto

Escursione speleologica alla Risorgenza Solenne, Le Cese di Spoleto: l’escursione ideale per vedere suggestivi calcari marnosi.

Il buio e l’umido non ti fanno paura? Ecco una proposta pensata proprio per te.

Ti trovi nello spoletino e stai per iniziare la tua escursione speleologica alla Risorgenza Solenne, Cese di Spoleto.

La Risorgenza è l’unico luogo di interesse speleologico in tutta la Valnerina; a volte la visita di queste grotte è resa impossibile dall’acqua che fuoriesce dal cunicolo d’accesso, ma ci sono dei giorni ottimali per scendere nella grotta. Inizia la discesa passando per l’angusto buco d’ingresso e vedi subito un torrentello perenne che alimenta un bottino di captazione posto all’esterno, subito a destra dell’ingresso della grotta. La Risorgenza inizia con un cunicolo molto angusto lungo oltre 10 metri, con una strettoia intermedia a collo d’oca piuttosto stretta e selettiva. Affronta con molta attenzione questo primo breve tratto ed evitalo qualora ci fosse un forte stillicidio, per il rischio di trovare la strettoia allagata.

Proseguendo potrai notare che la grotta si allarga in tre vani. Nel terzo vano, il più ampio, trovi un arrivo d’acqua che alimenta il bottino all’esterno della grotta, un cunicolo fangoso in discesa attrezzato con una corda fissa, e che conduce ad un’ampia sala che prosegue sulla sinistra, tornando ad intercettare il torrentello che traversi prima in alto, con corda fissa, e risali poi, lungo una bassa galleria, fino ad un sifone.

Delle bellissime colate calcitiche rivelano come la natura abbia lavorato nel corso di secoli in un posto tanto nascosto.

Sali quindi verso la superficie proseguendo a sinistra, scendi un pozzetto attrezzato e continua seguendo l’andamento della grotta che si fa via via più fangosa e angusta fino al sifoncino terminale.

Se sei in zona e hai altro tempo, non mancare di visitare Spoleto, una delle più affascinanti città d’arte della regione; per la ricchezza della sua storia, l’importanza e la varietà dei suoi beni culturali, Spoleto è una delle mete più apprezzate dai visitatori. E se vuoi assaggiare qualcosa di tipico e molto gustoso, ordina degli strangozzi alla spoletina: una pasta fatta a mano e condita con pomodoro, aglio e prezzemolo.

MOTO

 

images (5)L’Umbria in moto: qui potrai trovare le migliori curve o i percorsi per chi ama le città d’arte e gli spunti naturalistici, senza dimenticare la cucina e i prodotti tipici Una regione prevalentemente collinare come l’Umbria è spontaneamente un territorio ideale per il turismo in motocicletta. Se cerchi strade ricche di curve, dislivelli continui e traffico limitato questo è il posto che fa per te. Chiaramente se ami i cordoli e le pieghe con il ginocchio a terra ti suggeriamo l’Autodromo dell’Umbria di Magione, poco distante da Perugia: per poterti divertire rispettando la tua e l’altrui sicurezza. Per tutto il resto potrai trovare in questa sezione tutto quello di cui puoi avere bisogno prima di programmare la tua vacanza in moto nel Cuore Verde d’Italia.

Appuntamenti per appassionati, motoraduni, idee per viaggiare,  percorsi che spaziano dalle città d’arte agli spunti naturalistici o soste culturali, senza dimenticare la cucina e i prodotti tipici. Ricorda solo di rispettare il codice della strada, di usare l’abbigliamento giusto e di lasciare un po’ di spazio in valigia per una bottiglia d’olio, un formaggio o un salume di Norcia. Benvenuti in Umbria: un lampeggio a tutti i bikers

L’Umbria in moto, costeggiando il Lago Trasimeno

Costeggiando  il lago Trasimeno: dal borgo medievale di Deruta alle  antiche torri del castello di Magione.

Sali in sella a Deruta,  antico borgo  nella piana del Tevere. Non perdere l’occasione di un giro tra botteghe e fabbriche di ceramica e maioliche artistiche. Se sei amante dell’arte,se non hai tempo per un corso con il tornio, qui troverai sicuramente qualcosa per abbellire la tua casa: dal vasellame con i colori della tradizione ad un oggetto di design con le moderne tecniche miste. Se vuoi fare due passi, il piccolo centro storico è praticamente all’interno del castello medievale: ti  consigliamo di visitare la Chiesa di San Francesco, in stile gotico, con l’attiguo convento, oggi sede del Museo Regionale della Ceramica.

Prosegui tra curve e colline passando per Pietraia, Mugnano e Monte Buono per fare tappa a Castiglione del Lago. Se hai una reflex questo è un ottimo punto per la fotografia: la vista sul lago e sulle pianure che lo circondano, coltivate a vigneti   e uliveti  è veramente appagante. Romantico e pittoresco il borgo medievale dove il castello fa da sfondo ad antiche mura ed intime stradine. Più in là, Tuoro sul Trasimeno, famosa per battaglia che oltre duemila anni fa vide trionfare Annibale su Roma. Lungo le sponde del lago sono tanti i moli da cui puoi prendere il traghetto per le isole al centro del Trasimeno, l’Isola Polvese, l’Isola Maggiore e l’Isola Minore (non visitabile): l’occasione di una gita tra castelli e villaggi di pescatori.

Prosegui lungo il lago, fino ad arrivare a Pasignano: se è l’ora di pranzo approfitta dei ristorantini romantici dove assaggiare il pesce lacustre – prova il Gamay del Trasimeno, un rosso che si abbina con il pesce mentre la sottozona della Dop Umbria del Trasimeno offre un olio delicato e fresco – e concludi con una passeggiata lungo il porticciolo.
Sei quasi arrivato alla fine. Dirigiti verso Magione, che si erge su di un colle posto a guardia sul Trasimeno: splendida la medioevale Torre dei Lambardi, da visitare il Castello dei Cavalieri di Malta, circondato da un ampio parco da cui il panorama si spazia lontanissimo… Buon rientro

In moto sui tornanti del monte Peglia

Giro in moto sul monte Peglia da Marsciano ad Orvieto. Un tour fatto di curve sinuose, attraversando boschi e pinete.

Seguendo questo tour andrai alla scoperta dei boschi del Monte Peglia e dei suoi dolci pendii, partendo dalla cittadina di Marsciano e terminando la tua corsa nella meravigliosa Orvieto. Per partire con la giusta carica, prendi un caffè in uno dei bar del centro di Marsciano, poi sali in sella e imbocca la SS317 in direzione di San Venanzo e del Monte Peglia

moto2Il percorso è un continuo susseguirsi di curve e saliscendi attraverso pinete e boschi: passando per San Venanzo, la strada Statale 317 ti accompagnerà fino in cima al Monte Peglia. Nei pressi di questo borgo potrai visitare il Museo Vulcanologico, che rivela la particolare origine vulcanica del terreno su cui sorge San Venanzo prevedendo l’attraversamento di un percorso all’interno della colata lavica e una visita alle varie tipologie di rocce e minerali. Non tutti sono a conoscenza della sua origine vulcanica e dell’esistenza di una roccia tipica del luogo chiamata ‘venanzite’.

La vetta del Monte Peglia si trova poco oltre la frazione di Ospedaletto. Da qui potrai godere di un ampio panorama sulla Valle del Tevere e se sarai fortunato da trovare una giornata con un orizzonte molto limpido, potrai scorgere anche i Monti Giano, Terminillo, Vettore, e Subasio.

Sempre nei pressi di Ospedaletto, potrai fare una sosta al Parco dei Sette Frati (una delle zone più frequentate specie da chi ama i pic nic e i barbecue, vista la presenza di una zona attrezzata) per poi proseguire passando per Colonnetta di Prodo, Capretta, San Giorgio, fino a giungere ad Orvieto Scalo.

Arrivati ad Orvieto città, non perdete l’occasione per fermarvi a pranzo e poi visitare il famoso Duomo, il Pozzo di San Patrizio, le rovine della trecentesca Fortezza Albornoziana e la famosa Torre del Moro.

Da Perugia a Città di Castello e fino al Passo di Bocca Serriola

Umbria in moto, da Perugia a Città di Castello. Tu, la strada e la natura: la vera libertà della guida

Umbria in moto. Tu, la strada e la natura: la vera libertà della guida

Fai il pieno e controlla la pressione degli pneumatici prima di metterti in sella: da Perugia la E45 ti porta facilmente verso le colline prendendo, in direzione Cesena, l’uscita di Valfabbrica. Poco dopo inizia un tratto di strada molto famoso tra i bikers locali: le curve tornanti e l’asfalto a puntino di Casacastalda. Ricorda di mantenere sempre il centro della carreggiata per la tua e altrui sicurezza, il piacere di guida non si misura con la velocità.
Prosegui fino a Gubbio, da visitare il  Palazzo  dei Consoli, la basilica di Sant’Ubaldo e la cattedrale Santa Maria Nuova.
Per una sosta appetitosa un light lunch a piacere tra tagliatelle al tartufo bianco o  street food in versione contadina tra crescia al panaro sotto la cenere con il friccò di coniglio in alternativa al brustengo, pane fritto, con prosciutto o salsiccia.

Proseguendo nel giro, da Gubbio arrivi a Scheggia lungo una strada ancora una volta divertentissima mentre da qui in poi il percorso si fa, motociclisticamente parlando, molto interessante. Da Apecchio inforchi la salita per il valico di bocca Serriola.  La strada inizia a salire gradatamente trasformandosi in pochi chilometri in un vero eden per i motociclisti: un manto stradale perfetto tra curve e controcurve, tornanti e splendidi panorami.

Per un caffé ed un sorso d’acqua ti puoi concedere una sosta appena dopo Fraccano: un rifugio ti offre l’opportunità di un panorama spettacolare e tavoli in pietra per le consumazioni nello spiazzo antistante. Una volta svalicato, arrivi a Città di Castello, la patria di Alberto Burri.  Quando sei stanco, la E45 ti riporta dritto dritto a Perugia

 

 

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