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  • Hotel Tevere [3 stelle], Hotel e Ristorante a Perugia - Umbria, Italy

10 Buoni motivi per venire a Perugia, il terzo: Natura, UMBRIA, CUORE VERDE D’ITALIA – Natura da vivere nei colori di ogni stagione

Un paradiso per botanici e birdwatcher: l’aria frizzante del bosco, il muschio sul tronco secolare e il battito rilassato che si allinea al ritmo di ciò che è intorno. Forse è questa la dimensione più profonda che guida i nostri passi con il binocolo al collo… Umbria: la natura allo stato dell’arte. Questo è il terzo motivo che vi vogliamo offrire come promesso per venire a conoscere la nostra regione … fidatevi c’è da rimanere a bocca aperta!

PARCHI NATURALISTICI E TEMATICI:
In Umbria ricade una grande parte del parco nazionale dei Monti Sibillini oltre a sette parchi regionali: il parco di Colfiorito, il parco del Monte Cucco, il parco del Monte Subasio, il Parco fluviale del Tevere, il Parco di Monte Peglia e Selva di Meana, il Parco del Lago Trasimeno e il Parco fluviale del Nera.
Ogni parco offre una storia che si racconta attraverso particolarità ambientali e naturalistiche: flora, fauna, corsi d’acqua, laghi e stratificazioni geologiche, elementi tutti che incarnano l’essenza dei parchi umbri, impreziositi anche da numerose testimonianze culturali, legate soprattutto all’appartenenza di queste aree alle più importanti vie di comunicazione di un tempo. Conserva particolari flora e fauna di grande interesse naturalistico. Visita i parchi in compagnia dei tuoi amici o della tua famiglia: ad attenderti una natura unica!

PARCO DI COLFIORITO
Tempi di viaggio Perugia 1 h Terni 1 h 11 min
Hai voglia di una giornata all’insegna della natura, ma vuoi anche visitare una zona di grande valore archeologico? Il Parco di Colfiorito è quello che fa per te. Si tratta della più piccola tra le aree protette dell’Umbria ed è famoso per la sua zona umida di montagna, la palude. Il Parco di Colfiorito ha un grande valore ambientale, culturale e storico: il territorio infatti documenta millenni di storia dell’uomo.
Inizia la tua escursione imboccando uno dei tanti sentieri: utilizzando viabilità storiche e recenti, puoi osservare l’ambiente della palude di Colfiorito con la sua flora, la sua fauna e i siti archeologici. Tutti i gli itinerari sono percorribili a piedi, a cavallo e in mountain bike e studiati anche per il turismo didattico. Parco di Colfiorito palude
Parti dalla località di Pistia, dove è presente l’insediamento archeologico di Plestia. Plestia fu una fiorente città sviluppata lungo l’importante asse viario che collegava i due versanti degli appennini: gli abitanti dell’altopiano, i Plestini, erano un antico popolo italico che abitò la zona durante l’età del Ferro. Qui qui gli scavi archeologici hanno riportato alla luce alcuni resti dell’antica città tra cui l’area del foro che è stata identificata presso la basilica di Santa Maria di Plestia.
Se vuoi continuare con il tuo viaggio indietro nel tempo, segui le indicazioni per il Castelliere di monte Orve: si tratta di un insediamento preromano, circondato da una cinta di mura in blocchi calcarei, dalle caratteristiche protourbane.
Mentre percorri i sentieri, nota il paesaggio: la vegetazionale è molto varia, ma l’aspetto predominante è determinato dalla presenza di aspetti umidi. Tutta l’area del parco è luogo ideale per svolgere le attività di osservazione naturalistica. Alcuni punti sono particolarmente indicati: l’osservatorio naturalistico, situato al centro della sponda occidentale della palude, con accesso libero e le località Croce Cassicchio, Fonte Fontaccia e Fagiolaro. Le stagioni migliori per osservare la vivace popolazione della palude sono la primavera e l’autunno, ancor meglio se nelle prime ore del mattino.
Non andare via dalla zona Colfiorito senza aver acquistato un sacchetto di patate rosse di Colfiorito, fiore all’occhiello dell’agricoltura in questa zona, così come la lenticchia e il farro: hai tutto per preparare una buonissima zuppa.

PARCO DI MONTE PEGLIA E SELVA DI MEANA
Tempi di viaggio Da Perugia a Allerona 1 h 32 min Da Terni a Allerona 1 h 17 min

Se sei un amante delle avventure all’aria aperta, prenditi una giornata e dedicala alla scoperta di un territorio che è rimasto quasi immutato dal punto di vista paesaggistico e che, per questo, offre una grande varietà di specie floristiche da ammirare: il parco del Monte Peglia e Selva di Meana. Sei nella zona dello STINA, il Sistema Territoriale di Interesse Naturalistico e Ambientale che si divide in tre zone diverse: la zona di Allerona-Selva di Meana, l’area del Melonta-Bosco dell’Elmo e l’area protetta di San Venanzo, sede di un grande parco vulcanologico.
La parte più vasta è quella che si sviluppa intorno ad Allerona: la tua visita inizia proprio qui, da un borgo circondato da boschi di faggio, leccio e ginepro e sviluppatosi intorno al Castello di Lerona, del quale restano oggi la Porta del Sole e della Luna. Imbocca la strada sterrata all’altezza del cimitero che ti permette di entrare nella Selva di Meana. L’area boscata, particolarmente vasta e ricca di biodiversità, è uno degli ambienti forestali più interessanti della regione. Se passi da queste parti nei mesi di aprile e maggio puoi assistere alla fioritura delle orchidee che, nella Selva, contano quaranta specie spontanee.
SELVA DI MEANA
Da qui prosegui in direzione di Villa Cahen, costruita nel 1880 dal finanziere di Anversa Edoardo Cahen. L’edificio, che puoi visitare su richiesta, è stato costruito in stile liberty e ospita un bellissimo giardino in cui puoi scoprire alcune rare specie arboree ed erbacee che il proprietario fece arrivare da tutto il mondo.
Dall’edificio imbocca il sentiero che passa per Poggio La Cupa e Poggio delle Reti e che ti conduce al borgo di Meana. Lungo il percorso osserva i resti dell’antico acquedotto che serviva la villa, e alcuni ponticelli in pietra su cui forse si passeggiava.
Giunto a Meana approfittane per visitare i resti di un’antica tenuta che nel XII secolo appartenne al Vescovo di Orvieto e i ruderi della Chiesa di S. Nicola da Bari, senza perderti il bel panorama su Allerona e la vallata del Fiume Paglia. Arrivato a destinazione recupera energie, gustandoti un bel piatto di tagliatelle al tartufo bianco, tipico della zona.

PARCO DEL MONTE SUBASIO
Tempi di viaggio Perugia 40 min Terni 1 h 15 min

MONTE SUBASIO
Da Assisi a Spello, lungo il Monte Subasio: un tragitto lungo ma adatto a tutti che coinvolge due città medievali umbre, lo spirito francescano dell’Eremo e la natura e i paesaggi del Parco. Raggiungi Assisi e preparati alla passeggiata che collega la città che ha dato i natali a san Francesco a quella dell’infiorata.
Parti da Porta Cappuccini, dove una strada sterrata percorre le mura medievali della città per condurti fino ai boschi di lecci e rovelle. Terminata la salita, arrivi a un’area di sosta dove puoi riposarti prima di iniziare la discesa verso uno dei luoghi simbolo del francescanesimo: l’Eremo delle Carceri, il luogo in cui san Francesco si ritirava per pregare e meditare, tra grotte naturali e lecci secolari.
A questo punto inizia una nuova fase di salita lungo il Fosso delle Carceri che ti conduce alla Croce di Sasso Piano, dove in primavera puoi raccogliere funghi prataioli e turini o, in alternativa, goderti la fioritura di non-ti-scordar-di-me e orchidee.
Prosegui oltre il fosso Rosceto fino al rifugio del Mortaro, osservatorio aereo durante la seconda Guerra Mondiale, e supera il Mortaro Piccolo e il Mortaro Grande, due doline carsiche utilizzate in passato per produrre e conservare ghiaccio.
Quando la stanchezza comincia a farsi sentire prenditi un po’ di tempo per assaggiare il “Pan caciato” o “Pan nociato”, pane tipico della zona condito con formaggio pecorino e gherigli di noci.
Scendi per Fonte Bregno, dove puoi approfittare dell’area di sosta attrezzata accanto alla sorgente, continua poi in direzione Fosso Renaro per arrivare a Sasso la Botte, dopo aver attraversato il bosco. Stai per entrare nell’ultimo tratto della tua escursione, iniziando la risalita delle pendici del Monte Pietrolungo e giungere così a Poggio Caselle. Da qui, non resta che scendere tra gli oliveti verso Fonte Bulgarella, alle porte di Spello.
Il percorso in parte coincide con La Via di Francesco che puoi seguire comunque all’interno dell’intero parco, segnata in giallo e blu.
Per i più avventurosi e gli amanti delle emozioni forti, il Parco del Subasio ben si presta al parapendio: perché non concedersi un volo sui cieli di Assisi?

PARCO FLUVIALE DEL TEVERE
Tempi di viaggio Da Perugia a Corbara 1 h 19 min Da Terni a Corbara 1 h

Il Tevere, prima di diventare il grande fiume di Roma, scorre in Umbria dando vita ad un importante parco fluviale nella zona diTodi e Orvieto.
Il Tevere ha determinato gli eventi storici di millenni e ha visto la presenza di tanti popoli, primi tra tutti Umbri ed Etruschi divenendo poi il tramite principale della romanizzazione del territorio. Successivamente, in epoca medievale, il territorio è stato costellato di castelli, borghi fortificati e centri storici di cui restano ampie vestigia. Per questi motivi la zona del parco è ricca di resti di varie epoche storiche.
Concediti un tour seguendo il corso del Tevere: alternerai l’aria e la natura del parco alla visita di alcuni particolari borghi come quello di Civitella del Lago, una cittadina che mantiene intatto l’aspetto di borgo fortificato e un assetto urbano compatto. Poi raggiungi uno dei punti panoramici, da lì vedi una delle parti più belle del parco: il lago di Corbara, un invaso artificiale creato agli inizi degli anni ‘60 del secolo scorso mediante lo sbarramento del Tevere per mezzo di una diga lunga circa 641m.
PARCO TEVERE
Se sei stanco di camminare e vuoi vedere da una prospettiva diversa l’ambiente circostante imbarcati su un battello al molo di Salviano e inizia la tua gita al lago di Corbara e lungo il Tevere. L’imbarcazione scivola verso il centro del lago poi si porta a sinistra entrando in una profonda insenatura, quella del Fosso del Campione. Alla prima curva dell’invaso appare, sulla sinistra in alto, il paese di Titignano, stupenda terrazza sul lago. Le sponde si fanno mano a mano più alte e appaiono, affascinanti e superbe, le stratificazioni rocciose delle Gole del Forello. In questo punto la natura calcarea dei rilievi fa sì che siano visibili profonde voragini circolari simili a inghiottitoi.
Di notevole importanza è anche l’Oasi di Alviano: una zona palustre artificiale oggi rappresenta un ecosistema ricco e bellissimo amato soprattutto dai birdwatcher.
Nel parco del Tevere non mancano le attrazioni sportive: se sei un appassionato di speleologia, non puoi perdere le Grotte della Piana alle quali puoi accedere una volta giunto a Titignano.
Alla fine di quest’escursione, sarai affamato: assaggia la “Sandra in porchetta”, Sandra è il nome che, in gergo locale, viene dato al luccio perca.

PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI
Tempi di viaggio Da Perugia a Castelluccio di Norica2 h Da Terni a Castelluccio di Norcia 1 h

Una delle immagini panoramiche più frequenti dell’Umbria è una valle colorata da mille colori di fiori sbocciati: è la piana diCastelluccio di Norcia, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
SIBILLINI
L’altopiano di Castelluccio raggiunge l’apice della sua bellezza nel periodo che va da maggio ai primi giorni di luglio, tingendosi di colori che vanno dal giallo ocra al rosso, passando per il viola, ma in qualsiasi stagione dell’anno ti regala un paesaggio unico e sempre diverso.
Il Parco dei Monti Sibillini è definito “magico” e “selvaggio” e comprende l’omonima zona montana. La cima maggiore del sistema montuoso è il monte Vettore che raggiunge i 2476 metri; il paesaggio di questa zona, quindi, è quello tipico dell’alta montagna in cui si alternano declivi dolci e aspre dorsali rocciose. Il territorio, considerato il regno della mitica “Sibilla” è una realtà unica grazie all’irripetibile simbiosi di storia, natura, cultura e magia.
Per un interessante percorso a piedi da Castelluccio, raggiungi Forca Presta, dove puoi individuare il punto di partenza che conduce alla cima del Vettore.
Prima di incamminarti assicurati di avere tutto il necessario: abbigliamento adatto, scarpe da trekking, acqua e un buon panino che puoi farcire con i tantissimi prodotti tipici della zona: ad esempio il prosciutto o il pecorino di Norcia.
Il sentiero è visibile fin da subito e sicuramente non sarai il solo a percorrerlo: è uno dei più frequentati dell’Umbria. Raggiungi Rifugio Zilioli e qui prenditi una pausa per mangiare, gustarti il panorama e riposarti prima di proseguire.
Se sei un escursionista esperto puoi scendere da qui fino al lago di Pilato, a cui la presenza di un piccolo crostaceo dà un particolare colore rosso.
Se sei un amante delle emozioni forti puoi concederti anche un giro in deltaplano oppure in parapendio. Spiccando il volo, sfruttando anche poco vento, vedrai la bellezza del parco dall’alto: lo spettacolo sarà senza eguali. Se hai un po’ di tempo, avvicinati al comune di Preci e nel mezzo della Valcastoriana concediti una visita all’Abbazia di Sant’Eutizio, uno dei complessi monastici più antichi d’Italia a cui sono stati legati anche San Benedetto e San Francesco.

PARCO DEL LAGO TRASIMENO
Tempi di viaggio da Perugia a Passignano 30 min da Terni a Passignano 1 h e 15 min

Se vuoi goderti davvero il Lago Trasimeno devi farlo vivendolo da dentro, ovvero dalle tre isole: la Maggiore, la Minore e la Polvese. Dirigiti a San Feliciano e prendi uno dei traghetti per Isola Polvese, la più grande isola del Lago.
TRASIMENO
Parti dal Centro Servizi ed esplora l’isola lungo un percorso che costeggia un esteso canneto, ricco di flora e luogo ideale per lo svernamento di molti uccelli acquatici. Da qui raggiungi la punta dell’isola ed entra nel bosco, luogo di particolare interesse naturalistico per la sua lecceta ad alto fusto. A questo punto, esci in corrispondenza del crinale e raggiungi il Giardino delle Piante Acquatiche dove vedi una piscina profonda circa cinque metri, scavata nella roccia e alimentata dalle acque del Trasimeno. La vasca principale è circondata da vasche più piccole dove, a partire dalla tarda primavera, inizia la fioritura di ninfee, fiori di loto e gigli d’acqua.
Completata la visita a Isola Polvese torna a San Feliciano e con l’auto raggiungi Tuoro Punta Navaccia dove puoi prendere il traghetto per Isola Maggiore. Prima di imbarcarti di nuovo, approfittane per gustare la Fagiolina del Lago Trasimeno, un legume DOP tipico della zona.
Appena arrivato a Isola Maggiore e fatti i pochi passi che portano al borgo medievale, puoi iniziare la tua passeggiata.
Una volta percorso il tratto che fiancheggia le case antiche, imbocca il sentiero che porta verso la parte più alta dell’isola: qui puoi godere di suggestivi scorci del lago e del paesaggio caratterizzato da ulivi, cipressi e pioppi. Da qui, dirigiti verso la chiesa di san Michele Arcangelo per poi scendere e arrivare fino alle sponde del lago, dove, secondo i racconti, si fermò a pregare san Francesco.
La visita al locale museo del merletto è l’ultima tappa del tuo viaggio: il “pizzo di Isola” o “pizzo di Irlanda” è il segno dell’eredità artigianale che le donne dell’isola si tramandano da circa un secolo. Ricorda che in uno dei ristoranti dell’Isola puoi assaggiare un ottimo tegamaccio, fatto con il pesce d’acqua dolce.

PARCO VULCANOLOGICO DI SAN VENANZO
Tempi di viaggio da Perugia 44 min da Terni 58 min

Pensa a una bella gita in famiglia, magari in primavera: il Parco vulcanologico di San Venanzo è aperto ai visitatori tutte le domeniche (in autunno e inverno è necessario prenotare una visita guidata).
Esiste un posto non lontano da Marsciano in cui la storia ha lasciato tracce fortissime sul territorio e sul paesaggio. Circa 265.000 anni fa, l’attività vulcanica di tre crateri ha condizionato definitivamente la morfologia e la storia geologica dei luoghi che compongono l’attuale Parco vulcanologico di San Venanzo.
Si tratta di una vasta area protetta, fra le più suggestive della provincia di Terni, in cui ritrovare intatti gli elementi di una storia ancestrale e tracce antropiche davvero uniche.
Su uno dei costoni che si sono formati dopo l’ultima antichissima eruzione si trova il borgo di San Venanzo: prima o dopo la passeggiata nel Parco, non perdere l’occasione di visitare il Museo vulcanologico, allestito in un antico palazzo del centro storico per prepararti alla visita o per acquistare qualche souvenir.
Da qui il percorso che conduce al sentiero naturalistico principale del Parco è vicinissimo, non è faticoso e ti consente di ammirare conformazioni geologiche, rocce e minerali davvero rari: la storica eruzione del cratere ha generato la Venanzite, una roccia unica al mondo, che conserva nel nome la peculiarità della propria origine.
Durante il percorso osserva, tocca e analizza le pietre, i minerali e i fossili e prova a immaginare come abbia agito su queste preziose risorse minerali il lavoro incessante della natura, nel corso dei secoli.
Ti consigliamo di richiedere alle guide del Parco, sempre disponibili, di modulare la tua visita a seconda delle tue esigenze: per i bambini sono previsti momenti di approfondimento che rendono il percorso didattico un’esperienza anche formativa molto divertente!
Se hai voglia di mangiare qualcosa, non perderti la sella di San Venanzo, un salume unico nel suo genere e molto gustoso, la cui produzione si caratterizza per la trasformazione di due tagli uniti: il magro della parte del lombo e un cospicuo strato grasso costituito dalla porzione bianca del lardo.

PARCO DI MONTE CUCCO
Tempi di viaggio Perugia 1h 13 min Terni 1h 40 min

Ti consigliamo di salire in macchina e spingerti al nord-est dell’Umbria, lungo la dorsale appenninica che segna il limite con le Marche. Lì uno stretto lembo di terra, dominato da fitti boschi, racchiude il Parco del Monte Cucco, ricco di bellezze naturali e tracce di storia, a cui vale la pena dedicarsi per una o più giornate.
MONTE CUCCO
Prima di partire, pensa bene a come vuoi passare la tua giornata e pianifica le attività da fare, cosicché avrai le idee chiare su dove dirigerti (per informazioni dettagliate visita il sito del parco).
Per orientarti: fanno da sfondo al territorio due città di grande importanza storico-artistica, Gubbio a nord e Gualdo Tadino a sud, che potrebbero essere le mete finali del tuo viaggio.
Per arrivare al Parco devi seguire il percorso della Via Flaminia che ora, come in passato, attraversa da nord a sud tutta l’area. Una sosta in uno dei paesi che si trovano lungo il percorso è obbligatoria: che tu sia amante della storia o meno, il fascino delle fortificazioni dell’antico castello di Costacciaro non ti lascerà indifferente. Sempre a Costacciaro trovi il Borgo Didattico, gestito dal Comune e dal Centro Escursionistico Naturalistico Speleologico. Il centro si occupa di educazione ambientale e della tutela e della corretta fruizione del patrimonio naturalistico, paesaggistico, storico e artistico (per maggiori informazioni sulle attività del Borgo visita la pagina)
Da qui, il Monte Cucco, la cima più imponente del complesso montuoso, è davvero vicina. Puoi raggiungere la zona in macchina o arrivare fino in vetta attraverso uno degli itinerari escursionistici presenti, ma non puoi tralasciare una visita alla Grotta del Monte Cucco, una formazione carsica, tra le più grandi d’Italia, fatta di trenta chilometri di gallerie, fra giochi di luce e formazioni rocciose dalle forme particolarissime, sagomate dal continuo scorrere delle acque sotterranee.
All’ora di pranzo, puoi approfittare dell’area attrezzata con i camini messi a disposizione per il barbecue, oppure puoi fermarti a mangiare un buon piatto a base di cicerchie, un legume raro, ma dal sapore deciso e ricco di buoni valori nutrizionali.
Se invece ti appassionano gli sport estremi, la conformazione geologica del territorio ti permette di fare davvero tante esperienze diverse: speleologia (puoi avere maggiori informazioni dal CENS), torrentismo e parapendio. Allora, prenditi un’altra giornata e prova la discesa nella Forra Del Rio Freddo, che si insinua nella roccia in direzione di Pascelupo. E non dimenticare il casco!

BIRDWATCHING

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Colleziona avvistamenti ed emozioni: birdwatching in Umbria. Un’esperienza con la natura, una caccia evoluta, appassionante ed incruenta. Qui trovi proposte, oasi naturali, punti di avvistamento e specie
Hai l’istinto del cacciatore con cannocchiale e block notes? Oppure pensavi ad una gita con la famiglia all’insegna e alla scoperta della natura e di tutte le sue bellezze? Niente di meglio dell’Umbria per il birdwatching, non a caso viene chiamata Cuore Verde d’Italia.
Ricorda solo prima di venire a trovarci di mettere in valigia i giusti capi d’abbigliamento: il guardaroba del “perfetto birder” deve prevedere condizioni di tempo estremamente variabili. Per completare l’attrezzatura bastano una guida di riconoscimento, un binocolo ed un taccuino: anche a distanza di anni, è un piacere rileggere gli appunti da campo e magari verificare come cambi l’ambiente e l’adattamento ad esso delle comunità degli uccelli.

BIRDWATCHING AL LAGO TRASIMENO
Distanze Perugia 29 km Terni 106 km

Il sogno di ogni birder: un centro di esperienza ambientale nell’area di maggior pregio del Parco del Trasimeno.
Vista su falchi, aironi, uccelli acquatici e specie migratorie
Raggiungiamo facilmente Magione, che prende il nome dal Castello dei Cavalieri di Malta – visitabile in parte su richiesta – uscendo dalla E455. Dopo una breve tappa alla torre dei Lambardi, ex torre di avvistamento con panorama unico su Perugia sul Trasimeno posta proprio sopra la piccola cittadina, punta verso Monte del Lago.
Passando per Montecolognola e la strada provinciale 314, prendi la sp 316. Una breve fermata nel grazioso centro di pescatori per visitare il castello di Zocco, enorme fortezza militare del XIII sec. dove ancora resistono imponenti mura e torrioni e riparti alla volta di San Feliciano. Vale la visita il Museo della Pesca: un percorso di quattro sale segue il cammino del sole documentando tecniche, strumenti e persino i termini dialettali legati alla pesca, dalla preistoria a oggi.
Se è l’ora di un break mangiereccio il pesce di lago è un must: carpa regina in porchetta , frittura di latterini o il “tegamaccio”, una sorta di spezzatino in umido fatto con i pesci del Trasimeno, l’anguilla in primis.
La sp 316 ti porta dritto alla nostra meta, l’Oasi naturalistica la Valle, alle porte di San Savino di Magione, nel cuore del Parco del Trasimeno. Questo è un centro di educazione e di esperienza ambientale: il posto ideale dove portare i tuoi bambini. Prima di andare alla scoperta degli angoli più suggestivi della riserva, a caccia degli svassi maggiori e dei tarabusini, puoi usufruire di aule didattiche attrezzate, un laboratorio con stereomicroscopi e un centro di documentazione.
Da non perdere la stazione per l’inanellamento degli uccelli e una passerella che si inoltra nel canneto con un osservatorio per birdwatching. E se non hai l’attrezzatura niente paura: sono disponibili binocoli e cannocchiali per l’osservazione degli uccelli. Qui vivono e si riproducono molte specie: folaghe e germani reali, alzavole, moriglioni, fischioni, marzaiole e canapiglie oltre che aironi rossi e cinerini, gazzette e cannereccione. Con un po’ di pazienza potrai ammirare il volo del falco di palude ma anche del gufo, del falco pellegrino e di tante specie migratorie

BIRDWATCHING NEL PARCO DI COLFIORITO
Distanze Perugia 57.2 km Terni 81.4 km

lo spettacolo della natura nel Parco naturale di Colfiorito tra specie rare e minacciate: un paradiso palustre.
Binocolo, scarpe da trekking e taccuino
Da Foligno prendi la statale 77 in direzione di Civitanova Marche, una volta arrivato al centro abitato di Colfiorito cerca le indicazioni per la sede del Parco di Colfiorito. Parte del Museo naturalistico è momentaneamente visibile in attesa di una definitiva collocazione: qui puoi meglio comprendere l’equilibrio di questo ecosistema.
La giornata inizia con l’accoglienza degli operatori: verrai introdotto alla conoscenza del territorio e dell’avifauna attraverso un percorso interattivo. A questo punto risali in macchina per la strada comunale Forcatura sino all’area protetta del Parco. Binocolo al collo quando scendi ma soprattutto assicurati di avere delle scarpe da trekking ottimamente impermealizzate: ti saranno sicuramente utili!
Si parte: da marzo a settembre è il periodo migliore per osservare gli “alati inquilini” della palude, che occupa la più significativa di un complesso di sette conche montane, fondo di antichi bacini lacustri prosciugati sia naturalmente che ad opera dell’uomo.
Primo step la Casa del Mollaro, dove è installata una postazione video che trasmette in diretta le immagini di alcune zone della palude stessa. Tra le singolarità del luogo l’inghiottitoio, una delle tante manifestazione carsiche attraverso cui defluiscono le acque della palude inabissandosi nel sottosuolo. Camminando lungo il periplo della palude raggiungi un capanno destinato al birdwatching: un punto di osservazione privilegiato per apprezzare specie rare o in via di estinzione come il tarabuso, il tarabusino, l’airone rosso o la cannaiola.
Nella maggior parte dell’anno potrai ammirare il germano reale, la folaga, la gallinella d’acqua, l’airone cenerino, il falco di palude e il pendolino. Se hai ancora forza e tempo, gli altri punti di osservazione sono il Fagiolaro, presso Croce Cassicchio e la Fonte Fontaccia. Nel periodo che va da maggio a giugno non devi perdere rinomata fioritura dei campi pitturati di rosso, giallo, lilla e di mille altre sfavillanti sfumature. Il souvenir migliore lungo le strade punteggiate di trattori e banchetti che celebrano la famosa patata rossa di Colfiorito, certificata IGP

CASCATA DELLE MARMORE
Tempi di viaggio da Perugia 1h 5 min da Terni 12 min

La cascata delle Marmore: tra le più alte d’Europa, è stata costruita dai romani nel 271 a.C. per bonificare un’area paludosa nelle vicinanza del Fiume Nera. Un’opera d’ingegneria romana che è diventata una delle attrazioni naturalistiche più spettacolari dell’Umbria.
La cascata delle Marmore offre cinque percorsi a piedi per vedere i salti da più prospettive e per godere a pieno della bellezza naturalistica del parco.
MARMORE
Il sentiero n.1 parte dal Centro direzionale didattico del Giardino Botanico che si trova nell’area escursionistica del Belvedere inferiore. Un piazzale è stato dedicato ad uno dei visitatori illustri delle Cascate delle Marmore, Lord Byron, che ha dedicato alcuni versi alle emozioni suscitate dal paesaggio. Imbocca il sentiero che ti conduce fino al Belvedere superiore. Il percorso è molto impegnativo, ed è l’unico che porta nella parte superiore delle cascate. Dopo circa quaranta minuti di camminata arrivi, infatti, al Belvedere superiore dove attraverso “la specola”, una torretta fatta costruire da papa Pio VI nel 1786, puoi ammirare il primo salto della cascata. Uscito dalla specola, passa sopra al Cavo Curiano, attraverso un ponte di ferro.
Il sentiero n.2 è facile e breve, ma ti consente di arrivare a stretto contatto con la cascata: il fragore delle acque e la natura incontaminata lo rendono uno dei più emozionanti. Al punto di partenza, sempre il Centro didattico, puoi vedere una delle trecento grotte naturali presenti nel parco. Sali le scalette di legno ed arrivi vicinissimo alle correnti d’acqua fino quasi a toccare il secondo salto della cascata. Attento a non bagnarti!
Il terzo sentiero è il luogo ideale per guardare i canyon scavati nella roccia dalle acque del fiume Nera. Arriva fino al terrazzo panoramico finale: da lì puoi vedere la confluenza tra il fiume Velino e il fiume Nera.
Il sentiero n.4, o sentiero di Pennarossa, è il percorso turistico per eccellenza; la maggior parte delle foto del luogo, che sicuramente avrai visto, sono state scattate dal belvedere lungo questo sentiero. Percorri questo itinerario e affacciati dal belvedere, sarà suggestiva la vista di tre salti della cascata.
Percorri il quinto sentiero, guarda i panorami della conca ternana e della valle del Fiume Nera che giunge fino alle gole di Ferentillo. Lungo il percorso, affacciati a guardare uno dei pozzi artificiali, quello coperto da un vetro trasparente: la sua profondità ti lascerà a bocca aperta.

Appuntamento al prossimo articolo tutto dedicato agli amanti dello sport, estremo e non!

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